Muffa letale nel cibo per animali, morti 70 cani: l’azienda produttrice ritira numerosi lotti. Sarebbero 70 i cani morti mentre altri 80 si sarebbero ammalati dopo aver ingerito il cibo prodotto dall’azienda americana Midwestern Pet Food. Per questo motivo la stessa azienda ha annunciato di aver ritirato dal mercato numerosi lotti dei suoi prodotti: intanto la Fda ha avviato un’inchiesta per fare luce sull’accaduto.

Per questo motivo la stessa azienda, che ora risulta coinvolta in un’inchiesta, ha annunciato di aver ritirato dal mercato alcuni dei suoi prodotti.

Usa, cani deceduti a causa di una muffa letale anche a dicembre

La Midwestern Pet Food è un’azienda che ha sede in Indiana, negli Stati Uniti d’America, e che produce alimenti per animali: sono diversi i marchi che appartengono all’azienda che nel tempo ha guadagnato nel Paese una grossa fetta di mercato.

Secondo quanto riportato dai media locali i primi casi sarebbero stati segnalati lo scorso dicembre: 28 i cani deceduti. Tutti avevano consumato i prodotti della linea Sportmix poi ritirata dal mercato.

Mentre in questa nuova tragica ondata di decessi sarebbero i marchi Pro Pac Originals, Splash, Sportstrail e Nunn Better, tutti cibi per cani e gatti, a essere ritirati dal mercato.

A causare l’avvelenamento la muffa aflatossina

Secondo quanto comunicato dalla stessa azienda in una nota a causare l’avvelenamento degli animali sarebbe stata la presenza di una particolare muffa, l’aflatossina, che si forma su mais e altri cereali e che in quantità eccessiva può risultare letale.

Tra i sintomi dell’avvelenamento causato dall’aflatossina ci sarebbero spossatezza, mancanza d’appetito e vomito.

Stando a quanto riportato dalla Bbc, la Fda, “Food and Drug Administration”, ovvero l’Agenzia per gli alimenti e i medicinali, ha aperto un’inchiesta per appurare le responsabilità dell’accaduto:

sotto la lente di ingrandimento ci sono gli alimenti per animali domestici del Midwest, gli Stati Uniti medio occidentali, in collaborazione con i dipartimenti dell’agricoltura in 10 stati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *