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Meloni e la figlia minacciate di morte sui social: “Attenta a togliere il reddito di cittadinanza”

Minacciata per il reddito di cittadinanza. Parole pericolose!

Meloni e la figlia minacciate di morte sui social: “Attenta a togliere il reddito di cittadinanza”

Giorgia Meloni e la figlia oggetto di gravissime minacce sui social. A denunciarlo è lo stesso partito del premier, Fratelli d’Italia, con un post pubblicato sulla sua pagina ufficiale Twitter. Nel cinguettio vengono raccolti diversi messaggi, anche di morte, quasi tutti riferiti all’intenzione del governo di eliminare entro tempi brevi il reddito di cittadinanza. L’autore delle minacce è stato però subito individuato.

“Ricorda che mi costringi ad annientare la tua vita se tocchi il reddito di cittadinanza. Ci sei? Non scherzo, il mi faccio 40 anni di carcere, almeno mangio. Io ti sventro, veramente attenta, finiscila co sta cosa di togliere il rdc, sennò ti ammazzo ma lo capisci? E non sarò da solo”, questa la terribile minaccia di un hater alla Meloni. “Attenta che ti arriva un coltello in pancia a te e a tua figlia. Tu togli il reddito e io uccido tua figlia, sicuro”, insiste il criminale utente. “Quando poi vedi tua figlia in una pozza di sangue potrai piangere quanto vuoi. Io ammazzo te e tua figlia”, ribadisce questo personaggio. Ma i post di questo tenore sono innumerevoli.

Su disposizione della Procura di Siracusa, la polizia ha eseguito una perquisizione domiciliare e informatica nei confronti dell’intestatario dell’account Twitter da cui sono partiti i post di minaccia: è un uomo di 27 anni, disoccupato, residente nella città siciliana, ora indagato per violenza privata aggravata nei confronti del presidente del Consiglio.

Gli operatori del Centro di sicurezza cibernetica della Sicilia orientale della Postale e gli agenti della Digos hanno anche sequestrato il suo computer.

Veementi le reazioni dei membri di Fratelli d’Italia che puntano il dito contro il M5S di Giuseppe Conte. Il deputato meloniano Marco Cerreto parla di “vergogna infinita, siamo al limite” e chiede direttamente che “Giuseppe Conte condanni quanto accaduto”.

“Fomentare rabbia sociale per raccattare qualche voto è pericoloso. Spero che Conte ci pensi un minuto e condanni senza esitazione questi violenti”, questa invece l’accusa formulata da Giovanni Donzelli. “Questo episodio inqualificabile è il prodotto del clima di odio fomentato dalla narrazione falsa di chi sul disagio sociale cerca di lucrare facili consensi”, rincara la dose il sottosegretario all’attuazione del programma di governo Giovanbattista Fazzolari.

Ma non c’è solo il caso Meloni. La maggioranza di centrodestra si schiera infatti compatta attorno al ministro della Difesa Guido Crosetto, oggetto di inquietanti minacce da parte di una persona intervistata dalla trasmissione di Nicola Porro, Quarta Repubblica, durante la manifestazione organizzata sabato scorso dai sindacati a Roma contro il sostegno militare all’Ucraina.

“Il pericolo di una violenza c’è oggettivamente nell’evoluzione della situazione. – ha dichiarato l’uomo – Quanto pensano che i lavoratori possano accettare salari che calano da 30 anni, contratti che non vengono rinnovati, attacco al reddito di cittadinanza, disoccupazione e aumento delle bollette? La violenza sta lì. Se poi la violenza colpirà Crosetto… non mi strapperò i capelli”.