Lutto nel mondo della politica, il deputato è morto all’improvviso “era una persona perbene”

E’ morto venerdì 11 giugno all’ospedale Belcolle Quarto Trabacchini, politico di lungo corso, è stato segretario della Fgci, segretario della federazione del Pci, consigliere comunale a Viterbo e poi deputato.

Ha segnato una lunga epoca della politica viterbese. I funerali si terranno domani, lunedì 14 giugno, alle 10 a Grotte Santo Stefano, paese in cui era nato il 12 agosto del 1949.

Molti, in queste ore, i ricordi e i saluti commossi di chi lo aveva conosciuto e di chi aveva collaborato con lui.

La scomparsa di Quarto Trabacchini – afferma Giuseppe Parroncini – mi addolora.

Lo conobbi a metà degli anni ’70, nel periodo in cui ricopriva l’incarico di responsabile dell’organizzazione della Federazione del Pci.

Fu lui a propormi, nel ’77, di occuparmi delle Feste de l’Unità. Da quel momento, insieme abbiamo vissuto tante battaglie, come quella per la riconversione della centrale di Montalto di Castro, e partecipato a scelte che hanno segnato la provincia di Viterbo.

E insieme abbiamo compiuto il cammino dal Pci al Pds e ai Ds. Ci ha lasciato un uomo che aveva deciso di stare dalla parte dei lavoratori e dei più deboli. Un affettuoso abbraccio al figlio Alessio e a tutti i familiari”.

Il sindaco Giovanni Arena ricorda “gli interventi appassionati di Quarto nell’assise comunale che dimostravano la grande conoscenza del territorio, sempre diretto e con una grande carica umana.

Pensando a lui mi vengono in mente tanti ricordi, come quando nel giorno di Santa Rosa effettuavamo il giro delle sette chiese e arrivati alla Trinità, insieme ai facchini, cantavamo i canti religiosi e lui, pur essendo ateo, si commuoveva fino alle lacrime.

Le più sentite condoglianze alla famiglia. Ciao Quarto, ciao collega, sei stato un amico e un grande politico”.

Enrico Panunzi, consigliere regionale del Pd, ricorda Trabacchini come “una persona per bene che conoscevo da oltre 40 anni e con il quale ho condiviso molta parte della mia esperienza politica.

Ho tanti ricordi che mi legano a lui. Era un punto di riferimento costante. Era sincero e sanguigno. Abbiamo passato serate insieme fino a tardi. Non era mai rinunciatario.

Così è stato anche nell’ultima telefonata, dove mi diceva che non si sarebbe arreso e avrebbe lottato, ho condiviso con lui anche quest’ultima speranza”.