La IUCN lancia l’allarme: gli elefanti Africani verso totale estinzione

(di Gabriele G.) In Africa, oltre agli svariati problemi incombenti sulle popolazioni locali, si sta delineando un’altra grossa minaccia, ovvero l’estinzione degli elefanti.

A confermare ciò, è proprio l’Unione internazionale per la conservazione della natura, che stila e aggiorna periodicamente la «red list», ovvero la lista delle specie animali e vegetali che potrebbero scomparire a breve.

Ad oggi, sembra essere giunto il turno del grande pachiderma, classificato appunto “endangered”, ovvero in pericolo.

-“È assolutamente necessario porre fine al bracconaggio e assicurare un habitat adatto per conservare entrambe le specie” sottolinea Bruno Oberle, direttore generale dell’Unione internazionale.

-“È possibile farlo, diverse nazioni africane hanno operato in questo senso negli ultimi anni e hanno dimostrato che il declino degli elefanti, che hanno un ruolo centrale negli ecosistemi e nell’economia africana di cui sono un’icona, è in un certo senso reversibile. Occorre però volerlo davvero e, soprattutto, agire quanto prima possibile”.

Nel corso dell’ultimo anno si è registrato un elevato numero di perdite in Botswana, anche soprattutto a causa di un cianobatterio letale sviluppatosi nei principali punti di abbeveramento.

Ed è di pochi giorni fa la notizia di un nuovo sterminio nella stessa area: 39 elefanti sono stati rinvenuti morti a causa di una letale infezione batterica.

Gli elefanti africani di foresta si sono ridotti addirittura dell’86% nell’ultimo trentennio, mentre quelli di savana si sono ridotti del 60% negli ultimi 50 anni. Un famoso report, nel corso del 2016, stimava la presenza di una popolazione di circa 415 mila esemplari, di entrambe le specie.

Il bracconaggio, però, a causa della continua richiesta di avorio da parte dei mercati internazionali, ha brutalmente accelerato la loro scomparsa. Oltre a questa spietata pratica, tuttavia, ad impattare negativamente sulla vita degli elefanti risulta essere anche un’altra attività, svolta purtroppo sempre dall’uomo.

BRACCONAGGIO E HABITAT

Nella fattispecie, gli habitat originari di questi animali vengono, ogni giorno che passa, totalmente stravolti, in modo tale che l’essere umano possa ricavarne ulteriori terreni da utilizzare per l’agricoltura o per l’espansione di città e villaggi.

Tuttavia, nonostante l’allarme risuoni sempre più forte nell’ultimo periodo, l’Unione internazionale per la conservazione della natura ci tiene a sottolineare anche alcuni esempi positivi, tra i quali ricordiamo le iniziative intraprese in Gabon e nella Repubblica del Congo.

In queste due regioni, infatti, vive la maggior parte degli elefanti di foresta e, proprio grazie all’avviamento di queste attività conservative, i pachidermi possono vivere più serenamente e al sicuro dalle continue minacce.

Fino a che punto arriverà l’uomo? Arriverà mai il momento in cui porrà fine alla sua aggressività e alla sua violenza verso esseri innocenti?