Prosegue l’inchiesta sull’incidente che ha coinvolto il cantante Paolo Belli e che è costato la vita ad Alessandro Magnani, allenatore di pallavolo di 41 anni. Un passaggio importante è stato compiuto lunedì 20 luglio, con l’esecuzione dell’autopsia sul corpo della vittima presso l’Istituto di Medicina Legale di Modena.
All’esame, come riferito dalla Gazzetta di Modena, hanno preso parte i consulenti nominati dalla Procura, quelli scelti dalla famiglia e i rappresentanti della difesa del cantante. Gli esiti, attesi nei prossimi giorni, potrebbero rappresentare un passaggio decisivo per ricostruire la dinamica della tragedia.
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Fissati i funerali

Terminati gli accertamenti, i familiari hanno ricevuto il nulla osta per la restituzione della salma e hanno potuto fissare i funerali, che saranno celebrati venerdì 24 luglio, nel primo pomeriggio, nella Chiesa dell’Immacolata Concezione di Reggio Emilia.
Nel frattempo, l’avvocato Giuseppe Mosca, che assiste la madre di Magnani, ha invitato ad attendere gli esiti prima di trarre conclusioni. «Vogliamo capire perché un uomo di appena 41 anni sia morto. Se emergeranno delle responsabilità, saranno accertate», ha dichiarato il legale. La Procura ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio stradale.
Le due ricostruzioni a confronto
Al centro degli accertamenti c’è la dinamica esatta dell’accaduto. La difesa di Paolo Belli ha avanzato l’ipotesi che la vittima possa essere stata colta da un malore, una ricostruzione alla quale la madre del 41enne, però, non crede. Saranno proprio gli esami medico-legali a dover chiarire questo aspetto cruciale.
Alessandro Magnani, figlio unico, ha lasciato la madre Pasqualina, che ha manifestato l’intenzione di fare piena luce sulla morte del figlio ed è pronta a costituirsi parte civile qualora il procedimento dovesse arrivare a processo. In passato l’uomo aveva collaborato anche con una società di pallavolo del territorio.
Come si è svolto l’incidente
L’incidente risale al 13 luglio ed è avvenuto a Campagnola. Paolo Belli stava effettuando un allenamento in bicicletta quando, secondo quanto raccontato dallo stesso artista, si è trovato improvvisamente davanti Magnani, che stava percorrendo la strada nella frazione di Cognento. Il 41enne si trovava nella zona per motivi di lavoro e, terminato l’impegno, stava tornando verso la propria automobile.
Dopo l’impatto, il cantante è stato il primo a prestare soccorso a Magnani, continuando a interessarsi delle sue condizioni anche mentre si trovava al Pronto Soccorso di Guastalla per alcuni controlli. Le condizioni dell’uomo erano apparse subito gravissime: trasportato in elicottero all’ospedale Maggiore di Parma, è deceduto dopo un giorno di agonia.
Gli aspetti giuridici
Sul piano legale, come spiegato da un esperto interpellato sulla vicenda, il reato di omicidio stradale prevede una pena base compresa tra due e sette anni di reclusione, destinata ad aumentare in presenza di aggravanti. Diventa quindi determinante l’accertamento della dinamica: bisognerà stabilire se la vittima sia caduta a terra in seguito allo scontro o se vi sia stato un fattore imprevisto, sganciato dalla condotta del ciclista, elemento che inciderebbe sulla valutazione complessiva.
Lo stesso legale ha inoltre evidenziato come il tempestivo intervento di Paolo Belli dopo l’impatto abbia avuto un rilievo dal punto di vista penale, evitandogli la contestazione di un ulteriore reato pur senza incidere come attenuante sull’ipotesi principale. Ora l’attenzione è tutta rivolta agli esiti dell’autopsia, che dovranno chiarire le cause del decesso e l’esatta dinamica della tragedia.