Incidente di Mestre, è arrivato il referto medico: fuori la verità sull’autista

In un tragico incidente avvenuto a Mestre, un autobus elettrico ha colpito una colonna di marmo, provocando un’indagine sulla salute dell’autista coinvolto.
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Sotto inchiesta gli orari di lavoro degli autisti

Il referto medico emesso dal pronto soccorso rivela un episodio sincopale, che potrebbe essere stato causato da un improvviso calo di pressione. Tuttavia, le autorità stanno esaminando attentamente l’origine di questo malore, alla luce delle ipotesi riguardanti le cause dell’incidente del 3 ottobre. È stato suggerito che l’autista, Alberto Rizzotto, un uomo di 40 anni originario di Treviso, potrebbe aver perso il controllo del veicolo a causa di un suo improvviso malore.
Sebbene possa sembrare una serie di coincidenze sfortunate, gli inquirenti stanno cercando di stabilire se esista una connessione tra queste due circostanze.
Il primo aspetto sotto esame riguarda l’orario di lavoro dell’autista coinvolto nell’incidente. Si sta cercando di determinare se l’autista aveva mantenuto ritmi di lavoro eccessivi. Questa ipotesi è stata smentita dall’amministratore delegato della società di trasporti, Massimo Fiorese.
Il secondo punto d’interesse riguarda le condizioni psicofisiche dell’autista, un individuo di 59 anni identificato con le iniziali ME È stato rivelato che l’autista ha ammesso di sentirsi maschio alla guida, una dichiarazione che avrà conseguenze significative per il suo futuro lavorativo . L’uomo dovrà sottoporsi a una serie di accertamenti sanitari e non potrà tornare alla guida di un mezzo pubblico per un periodo prolungato.
Il pubblico ministero di turno, Fabrizio Celenza, non ha ancora formalmente aperto un fascicolo su questo caso. In primo luogo, le informazioni relative all’incidente saranno disponibili solo questa mattina. In secondo luogo, dal punto di vista penale, il reato di lesioni stradali sembra essere l’approccio giuridico appropriato. Poiché nessuno degli individui feriti ha riportato lesioni con prognosi superiore ai 40 giorni (limite stabilito dalla legge per denuncia d’ufficio), sarà necessario attendere che una delle persone coinvolte presenti una querela. Oggi, il pubblico ministero si consulterà con la sua collega Laura Cameli, che sta seguendo l’inchiesta sulla tragedia del 3 ottobre, per valutare la possibilità di unire i due casi in un unico fascicolo.
La situazione dei passeggeri coinvolti nell’incidente sembra migliorare. La maggior parte di loro è stata dimessa, mentre l’autista rimane in osservazione presso il pronto soccorso di Mestre per ulteriori accertamenti. Tra gli otto feriti, la prognosi più lunga è di 30 giorni per un passeggero con una frattura al polso. Gli altri feriti variano in età da 19 a 42 anni, con l’aggiunta di una ragazzina di 12 anni. Alcune donne, di 24 e 40 anni, sono state medicate e assistite al pronto soccorso di Mirano, con una prognosi massima di 30 giorni. Infine, un uomo e una donna adulti sono stati portati al pronto soccorso di Dolo, dove l’uomo è già stato dimesso e la donna è in via di dimissione.
La prossima settimana sarà cruciale per l’inchiesta sull’incidente dell’autobus caduto dal cavalcavia. In particolare, si attende l’esito dell’autopsia sul corpo di Alberto Rizzotto, e il 25 ottobre è prevista una perizia sulla strada richiesta dalla procura, con ulteriori indagini che si terranno il 9 novembre relative al cavalcavia.
L’esame sarà condotto dall’esperto nominato dalla procura, Placido Migliorino, che collaborerà con i consulenti della difesa dei tre indagati. Per l’ingegner Alberto Cesaro, gli esperti indicati sono il professor Antonio Montepara e l’ingegner Mattia Gremis. Per Roberto di Bussolo, l’ingegnere Stefano Calvi agirà come esperto sui guard rail, mentre l’ingegnere Davide Pavon si occuperà della ricostruzione dell’incidente. Per Massimo Fiorese, l’ingegnere Matteo Quitadamo contribuirà con le sue competenze.
Nel frattempo, il Comune ha confermato la decisione di sostituire i bus de La Linea con quelli di Actv. Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha dichiarato che questa scelta è stata fatta per precauzione e sembra assolutamente essere giustificata.