• Sab. Set 18th, 2021

Il Green Pass per circolare in italia sarà a pagamento

( di Gabriele G.)  Novità importanti in merito al Green Pass, ovvero il documento che permetterà anche a chi vive in zona rossa o arancione di spostarsi in ambito nazionale.

Gli spostamenti sul territorio italiano saranno quindi consentiti, ma ad una condizione ben precisa: bisognerà sottoporsi al tampone antigenico rapido o molecolare ed accertare di essere vaccinati, guariti dal Covid-19 oppure negativi al virus.

Il documento sarà erogato dai medici di medicina generale solo previo pagamento.

Attualmente, pare infatti che non sia ancora stata stipulata una specifica convenzione affinché il documento possa essere erogato gratuitamente.

LE PAROLE DEL DOTTOR ROBERTO ROSSI

Il Green Pass, ovvero il documento che permetterà anche a chi vive in zona rossa o arancione di spostarsi in ambito nazionale, accertando l’avvenuta vaccinazione, la guarigione dal Covid-19 o la negatività al virus attraverso un tampone antigenico rapido o molecolare, dovrebbe essere erogato dai medici di medicina generale solo previo pagamento.

È questo ciò che ci dice il Dottor Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, sottolineando come molti cittadini abbiano già richiesto la certificazione.

Qui di seguito, vi riportiamo un estratto della sua intervista:

– “Molti altri cittadini, invece, non appena gli viene detto che il certificato è a pagamento, si tirano indietro.

Del resto, non è possibile per noi fare altrimenti. Il Green Pass, al momento, non rientra nell’elenco di prestazioni convenzionate che vengono definite una per una nell’accordo collettivo nazionale e non dimentichiamo che i medici di base sono liberi professionisti, non dipendenti del servizio sanitario pubblico.

Ci sono una serie di certificati, come per esempio quello di ‘riammissione scolastica’, che sono gratuiti, poiché rientrano in questa convenzione.

Per esempio, in passato la certificazione Inail veniva pagata dal cittadino, ora la legge ha disposto che sia gratuita e noi lo abbiamo recepito”.

Il Dottore, inoltre, ha voluto esprimere il suo parere in merito alla faccenda, definendo senza senso la scelta di ufficializzare tale documento:

– “Vediamo i singoli casi: il tampone negativo nelle ultime 48 ore viene constatato da un laboratorio di analisi, quindi che senso ha che il medico di medicina generale lo riporti in un apposito certificato?

È come quando una persona fa l’esame del sangue per vedere il suo gruppo sanguigno.

Quello è, non c’è bisogno che qualcun altro lo attesti. Il medico non fa altro che prenderne atto”.

UN ULTERIORE AGGRAVIO BUROCRATICO

Secondo il presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, insomma, il certificato verde non è altro che “un ulteriore aggravio burocratico in quello che, per antonomasia, è il Paese dei certificati”.