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I Paesi Europei che riaprono le scuole

Apr 18, 2020

ISTRUZIONE

Dalla Danimarca alla Norvegia, ecco chi riapre le scuole in Europa (tra molti dubbi)

Si fa nutrito il gruppo dei Paesi in Europa, compresi i big Francia e Germania, che si avviano a riaprire, pur tra mille cautele e in alcuni casi tra le polemiche

Il 15 aprile la Danimarca ha riaperto le scuole elementari e gli asili nido dopo una chiusura di un mese per combattere la pandemia di COVID-19.

È stata il primo paese in Europa a farlo.

Ma si fa nutrito il gruppo degli Stati europei, compresi i big Francia e Germania, che si avviano a riaprire, pur tra mille cautele e in alcuni casi tra le polemiche.

La Norvegia riaprirà gli asili nido a stretto giro, lunedì 20 aprile (quando a Berlino riprenderanno gli esami di maturità) e parte delle scuole il 27.

Tutte scelte che alimentano anche in Italia il dibattito su quale soluzione sia meglio adottare.

Dibattito che però deve confrontarsi con la linea dettata dal Governo:

tra qualche giorno arriverà la decisione di lasciare chiuse le scuole fino alla fine di quest’anno scolastico.

Una scelta già in gran parte anticipata dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Nel decreto dell’8 aprile il 18 maggio è la data spartiacque per decidere se rientrare o meno.

Danimarca capofila

Copenhagen è dunque capofila.

«Non possiamo nasconderci a casa per il prossimo anno e mezzo con i nostri figli», è la posizione dei danesi, riassunta dal principale quotidiano locale, il Jyllands-Posten.

Ma non è una posizione condivisa da tutti:

18mila genitori, preoccupati dal rischio di contagio, hanno sottoscritto una petizione per chiedere di tenere chiuse le scuole, e in molti sceglieranno autonomamente di non mandare i figli.

La Germania riprende a scaglioni

In Germania le scuole riapriranno dal 3 maggio, stando all’accordo trovato il 15 aprile fra Stato e Laender, ma gli esami di maturità potranno iniziare prima.

E alcuni Laender useranno questa possibilità: è il caso del Nordreno-Vestfalia e di Berlino.

Nel Land dell’ovest i maturandi potranno tornare fra i banchi di scuola già lunedì, per prepararsi agli esami.

Mentre nella capitale lo stesso giorno si terranno le prime prove di maturità.

Gli scolari delle superiori (a partire dalla decima classe) potranno riprendere le lezioni dal 27 aprile, mentre le seste classi delle elementari rientreranno dal 4 maggio.

Le scuole dovranno rispettare alcune regole igienico-sanitarie:

gli istituti dovranno essere ben puliti, i banchi dovranno essere disposti a 1,5 metri di distanza nelle aule e si dovranno poter lavare spesso le mani.

Il sapone dovrà essere disponibile per tutti.

La Francia riaprirà l’11 maggio

In Lussemburgo asili e scuole riapriranno il 4 maggio.

La Grecia ha segnato sul calendario il 10 del mese prossimo e l’Estonia il 15.

La Francia ripartirà l’11.

Una decisione, quella di Emmanuel Macron, che Oltralpe sta suscitando polemiche tra gli operatori sanitari con il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei medici che ha definito la misura «priva di logica».

«Riaprire le scuole – ha sottolineato Patrick Bouet – significa rimettere in circolazione il virus.

I ragazzi incontreranno gli insegnanti e gli altri addetti e potranno contaminarli.

Il virus potrà tornare nelle famiglie, rimaste confinate 2 mesi, che potranno ritrovarsi infettate dai contatti dei loro figli all’esterno».

Il ministro dell’Istruzione Michel Blanquer ha chiarito che il rientro sarà progressivo e «non da un giorno all’altro».

La Spagna punta a tornare in classe a giugno

In Spagna, come l’Italia paese duramente colpito dal coronavirus.

La speranza è di tornare a scuola a giugno, anche in questo caso sulla base di riaperture scaglionate delle diverse classi.

Islanda e Svezia in controtendenza

C’è poi chi è andato controtendenza.

L’Islanda, ritenuta un caso virtuoso di gestione dell’emergenza, non ha mai applicato alcuna misura di contenimento per i bambini e le scuole elementari sono rimaste aperte.

Superiori e università dovrebbero ripartire il 4 maggio.

I bambini sono rimasti tra i banchi anche anche in Svezia, che ha chiuso soltanto superiori e università.

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