“Glielo ha detto e lui l’ha uccisa”. Federica Torzullo, cos’ha scatenato la violenza disumana​

La storia di Federica Torzullo, trovata senza vita ad Anguillara Sabazia, è un racconto che ci interpella profondamente.

La Procura di Civitavecchia ha deciso di contestare il reato di femminicidio a Claudio Carlomagno, un passaggio che segna una svolta inquietante nell’inchiesta. Federica è stata scoperta sotterrata in un canneto, dietro l’azienda di movimento terra del marito, un luogo che, paradossalmente, avrebbe dovuto simboleggiare la costruzione di una vita insieme. Invece, è diventato il teatro di una violenza inaccettabile, un controllo che ha assunto le tragiche forme di un omicidio.

Con l’aggravamento della posizione di Carlomagno per il nuovo reato di femminicidio, la situazione si complica ulteriormente. L’articolo 577 bis del codice penale, che prevede l’ergastolo per chi uccide una donna per motivi di odio o discriminazione di genere, racconta di una relazione segnata da una sopraffazione che sembrava essere diventata la norma. La morte di Federica non è un evento isolato, ma il culmine di una spirale di violenza che risuona tra le mura domestiche, un dramma che potrebbe essere stato evitato.

Le Ultime Ore di Federica: Un’Indagine Terribile

Il pomeriggio dell’autopsia sul corpo di Federica è stato atteso con ansia, poiché potrebbe rivelare dettagli cruciali sulla dinamica del delitto. L’arma del delitto rimane sconosciuta, ma i primi particolari emersi dall’inchiesta sono già carichi di brutalità. Claudio Carlomagno avrebbe provato a bruciare e a fare a pezzi il corpo della moglie, un gesto che parla di una mente in balia di un’impossibile follia, ma anche di un controllo calcolato e gelido.

Le indagini, condotte dai carabinieri sotto la direzione del procuratore Alberto Liguori, hanno ricostruito i movimenti della coppia la sera della scomparsa di Federica. Lei era tornata a casa poco dopo le 19, mentre il marito era rientrato alle 19:41, per poi uscire e rientrare nuovamente alle 21:05. Da quel momento, Federica ha smesso di esistere per il mondo. Gli investigatori sono convinti che Carlomagno abbia agito in un’esplosione di violenza, trasportando poi il corpo della coniuge presso il deposito aziendale come se nulla fosse accaduto.

Le ricerche hanno rivelato tracce ematiche in diverse aree della casa, segni di una lotta interna che non avrebbe dovuto esistere. Il sangue umano trovato in vari punti è testimonianza inconfutabile della violenza che ha segnato le ultime ore di vita di Federica. Ma oltre ai dettagli materiali, ciò che emerge è un contesto familiare devastato, dove Federica ha lottato per affermare la propria libertà.

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