A poco più di un anno dall’insediamento a Palazzo Tursi, per Silvia Salis è tempo di bilanci. La sindaca di Genova, considerata da molti una delle figure capaci di contrastare Giorgia Meloni in una prospettiva nazionale, ha celebrato i 365 giorni della sua amministrazione con una conferenza stampa. Ma il centrodestra ha colto l’occasione per presentare il proprio conto, dando vita a due narrazioni opposte della stessa città.
L’affondo del centrodestra

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A guidare l’attacco è Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, che ha parlato di un anno segnato da inerzia e inattività. Secondo l’esponente di FdI, l’amministrazione si sarebbe sottratta alle proprie responsabilità, preferendo puntare il dito contro gli altri, e in particolare contro lo stesso centrodestra.
Non è mancata una seconda stoccata: la giunta avrebbe privilegiato le “passerelle” rispetto ai risultati concreti, rivendicando opere e progetti che, a detta dell’opposizione, sarebbero stati avviati dalla precedente amministrazione. Una lettura che la maggioranza, naturalmente, respinge.
Il nodo della sicurezza
Tra i temi al centro delle critiche spicca quello della sicurezza. La minoranza descrive una città “sempre più allo sbando”, elencando episodi di cronaca, aggressioni, rapine e fenomeni di spaccio che negli ultimi mesi hanno occupato le pagine dei giornali locali.
Per l’opposizione, la narrazione rassicurante proposta dal Comune si scontrerebbe con una realtà ben diversa, vissuta quotidianamente dai cittadini. Un tema delicato, su cui il centrodestra ha deciso di concentrare buona parte della propria offensiva politica.