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È morto Mino Raiola

È morto Mino Raiola

Il noto procuratore sportivo era malato da tempo. Si è spento a 54 anni all’ospedale San Raffaele di Milano. La notizia è stata confermata dalla famiglia che ha pubblicato un messaggio sui social.

“Con infinito dolore annunciamo la scomparsa di Mino, il più straordinario procuratore di sempre. Mino ha lottato fino all’ultimo istante con tutte le sue forze proprio come faceva per difendere i calciatori. E ancora una volta ci ha resi orgogliosi di lui, senza nemmeno rendersene conto”, con queste parole la famiglia di Mino Raiola ha annunciato la sua morte.

“Mino è stato parte delle vite di tanti calciatori e ha scritto un capitolo indelebile della storia del calcio moderno. Ci mancherà per sempre e il suo progetto di rendere il mondo del calcio un posto migliore per i calciatori sarà portato avanti con la stessa passione. Ringraziamo di cuore coloro che gli sono stati vicini e chiediamo a tutti di rispettare la privacy di familiari e amici in questo momento di grande dolore”, si legge ancora nel post diffuso online.

La vita e la carriera

Nato nel Salernitano il 4 novembre 1967, a meno di un anno si trasferì con la famiglia ad Haarlem, nei Paesi Bassi, dove il padre aprì poi con successo un ristorante. Dopo aver iniziato a giocare a calcio nelle giovanili dell’Haarlem smise all’età di 18 anni e già a 20 era responsabile del settore giovanile della squadra, di cui poi diventò poco dopo direttore sportivo.

Sempre in quel periodo fonda la sua prima società di intermediazione. Pochi anni dopo, dopo aver stretto un sorprendente accordo con il sindacato dei calciatori olandese, è il rappresentante all’estero dei calciatori Orange. Nel 1992 il primo colpo internazionale da mediatore: Bryan Roy va al Foggia. Un anno dopo invece tesse le fila per il doppio trasferimento degli olandesi Dennis Bergkamp e Wim Jonk dall’Ajax all’Inter.

I grandi nomi legati a Raiola
In seguito ottiene la licenza come agente Fifa e si dedica esclusivamente alla rappresentanza degli interessi dei calciatori. Tra i tanti assistiti famosi ci sono Pavel Nedved e altri, ma il giocatore che più ha legato la propria immagine a quella di Raiola (e viceversa) è Zlatan Ibrahimovic. Restando solo agli italiani, gli altri due nomi legati sin da giovanissimi a Raiola sono stati Mario Balotelli e Gianluigi Donnarumma. Tra i giocatori stranieri stelle mondiali come Erling Haaland, Matthijs de Ligt e Paul Pogba.

Il caso sulla notizia della sua morte data il 28 aprile
Lo scorso giovedì i media italiani e internazionali hanno diffuso la falsa notizia della morte di Raiola. “Sono indignato dalle telefonate di pseudo giornalisti che speculano sulla vita di un uomo che sta combattendo”, aveva dichiarato Alberto Zangrillo, direttore del Dipartimento di anestesia e terapia intensiva dell’Irccs ospedale San Raffaele, dove Raiola era ricoverato.

Dall’account Twitter ufficiale del noto procuratore era stato diffuso anche un tweet tra l’ironico e l’infastidito con la smentita. “Stato di salute attuale per chi se lo stesse chiedendo: incazzato, è la seconda volta in quattro mesi che mi uccidono. Sembra che io sia anche in grado di resuscitare”.

Current health status for the ones wondering: pissed off second time in 4 months they kill me. Seem also able to ressuscitate.

— Mino Raiola (@MinoRaiola) April 28, 2022