È morta Daniela Zedda

È giunto il triste annuncio della scomparsa di Daniela Zedda, una fotografa che ha lasciato un’impronta indelebile nell’ambito dell’arte e del jazz.

Originaria di Cagliari, aveva dedicato il suo talento a ritrarre grandi figure della musica, da Miles Davis a Dizzie Gillespie.

Tra i suoi lavori più celebri si annovera uno scatto memorabile che ritrae Maria Lai impugnando una pistola. In quell’immagine, si può cogliere la fusione di gioco, irriverenza e imprevedibilità che caratterizzava il talento di Daniela Zedda.

La fotografa cagliaritana aveva sviluppato un approccio al ritratto che andava oltre la mera ricerca estetica, concentrandosi piuttosto sull’essenza umana. “Osservo, parlo, aspetto”, aveva dichiarato durante una delle sue rare apparizioni televisive. “Aspetto il momento in cui le persone si interiorizzano, rinunciano alla maschera. E si mostrano nella loro vera essenza”. Questa profonda attitudine alla connessione e alla comprensione del soggetto emergeva chiaramente nei suoi scatti.

La sua carriera iniziò quasi per caso, quando era ancora molto giovane, in una Cagliari che venne magicamente travolta dalle note del jazz. Essendo l’unica ragazza in un mondo prevalentemente maschile, Daniela Zedda si muoveva agilmente sotto il palco, equipaggiata con la sua pesante attrezzatura fotografica, pronta a catturare gli istanti più intensi. Le sue fotografie erano istantanee, scattate durante le esibizioni, ma nulla era lasciato al caso. Daniela Zedda cercava le sue immagini con l’ostinazione e la passione di un pescatore di perle, preparandosi con giorni di ascolto di musica per arrivare pronta all’incontro con i musicisti.

Sembrava che tutto fosse già predestinato nella sua mente, in attesa del momento perfetto per rendere tangibile quell’immagine e condividerla con il mondo. Daniela Zedda era una perfezionista ossessiva, sia nella fotografia che nella vita quotidiana. I suoi ritratti nel mondo del jazz sarebbero stati successivamente raccolti nel volume intitolato “Solitude”, con i testi di Giuseppe Videtti e pubblicato da Imago Multimedia Editore.

Dopo aver immortalato i mostri sacri della musica, era naturale per lei espandersi nel mondo dell’arte e della letteratura, accettando le chiamate dei festival culturali sardi, come l’Isola delle Storie a Gavoi e il Tuttestorie a Cagliari. Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo, in mostre allestite a New York (compreso il palazzo del New York Times), Parigi, Praga e Budapest.

I ritratti di Daniela Zedda avevano un qualcosa di speciale: non solo erano frutto di una regia impeccabile, che prendeva in considerazione il contesto circostante e si focalizzava sull’ascolto dell’altro, ma erano anche in grado di comporre armoniosamente anche i volti più oscuri e irregolare. Nessun autore, filosofo o maître à penser, anche tra i più schivi, poteva sottrarsi alla richiesta di un ritratto da parte sua, suscitando in lei una compiaciuta ironia. Il segreto del suo talento risiedeva nella generosità, che si sposava perfettamente con il suo senso innato per il bello.

“Quando guardo una persona, osservo le linee del volto, catturando le luci e le ombre, gli elementi positivi e negativi”, spiegava Daniela Zedda. “Ma c’è molto di più: il modo di gesticolare, la postura, l’atteggiamento davanti alla macchina fotografica. Aspetto l’armonia e, in quell’istante preciso, scatto l’immagine”. Alcuni dei suoi ritratti sono stati raccolti nel volume intitolato “Al di là del mare”, con testi di Maria Paola Masala.

La morte di Daniela Zedda rappresenta una grande perdita per il mondo della fotografia e dell’arte. Il suo approccio unico, basato sull’ascolto empatico e sulla ricerca dell’essenza umana, ha lasciato un’impronta indelebile nell’universo dei ritratti. Le sue fotografie continueranno a ispirare ea trasmettere emozioni, testimoniando il suo straordinario talento e il suo immenso contributo al mondo della fotografia. Daniela Zedda rimarrà per sempre una figura iconica, una fotografa che ha saputo catturare l’anima della musica e dell’arte con la sua sensibilità unica.