Dal caldo record ai temporali violenti: cosa succede ora

Il caldo record che ha investito l’Italia non si chiuderà davvero con la fine di giugno. Dopo giorni di temperature elevatissime e notti difficili, il Paese si prepara a una fase più instabile, con un calo termico accompagnato però dal rischio di temporali violenti. A spiegarlo è il meteorologo Bernardo Gozzini, direttore del laboratorio Lamma, secondo cui la tregua sarà solo temporanea: luglio resterà sopra la media.

Il calo delle temperature e il rischio temporali

Nei prossimi giorni è atteso un abbassamento delle temperature, ma non immediatamente risolutivo. Martedì e mercoledì il calo sarà contenuto, con valori che passeranno dai 38 gradi degli ultimi giorni a circa 34-35. La svolta più netta arriverà giovedì, quando in alcune zone si potrà scendere sotto i 30 gradi.

Proprio questo passaggio, però, andrà seguito con attenzione. Il motivo è lo scontro tra aria più fredda in quota e un’atmosfera ancora rovente e carica di umidità. “Ci aspettiamo temporali molto forti”, spiega Gozzini, indicando come aree più esposte le Alpi e l’Appennino centrale, in particolare tra Toscana, Umbria e Abruzzo. Le prime avvisaglie, aggiunge, si sono già viste in Piemonte, anche nell’area di Torino.

Una tregua di breve durata

La pausa dal caldo, però, non durerà a lungo. Dopo il 2 luglio è prevista una nuova risalita delle temperature: “Ci farà tornare sopra i 30 gradi da sabato e ci porterà a 33-34 a partire da domenica”, afferma il meteorologo. Non sarà, secondo le previsioni, un’ondata eccezionale come quella appena vissuta, ma confermerà un luglio destinato a restare caldo.

L’ondata di fine giugno, ricorda Gozzini, è stata anomala soprattutto per la sua durata: oltre dieci giorni con punte fino a 38 gradi, contro una media stagionale di 29-30.

Luglio sopra media e notti sempre più calde

Anche per il resto del mese lo scenario non cambia molto. Le ondate di calore sono sempre più frequenti e, secondo l’esperto, è probabile che si ripresentino nelle prossime settimane. Le proiezioni indicano ancora afflussi di aria calda dall’Africa, mentre gli anticicloni delle Azzorre sembrano ormai sempre meno capaci di raggiungere stabilmente il continente.

Le temperature potranno tornare a toccare i 36 gradi, soprattutto sull’Europa occidentale e sul Nord Italia, mentre il Sud potrebbe risultare in parte più riparato. Ma il problema non sarà solo il caldo diurno: a pesare sarà anche quello notturno. Il mare, ormai molto caldo, non riesce più a svolgere il ruolo mitigatore di un tempo. “Oggi il Tirreno ha circa 5 gradi oltre la norma”, osserva Gozzini.

Una tendenza ormai strutturale

Il quadro conferma una tendenza di lungo periodo. “Le nostre estati hanno guadagnato 2 gradi rispetto a cinquant’anni fa”, sottolinea il meteorologo, evidenziando come le altre stagioni non si stiano riscaldando con la stessa rapidità. Senza il raffreddamento notturno, ricorda, il corpo recupera peggio, soprattutto nelle città e tra le persone più fragili.

Proprio su questo Gozzini lancia un avvertimento. Se alluvioni e temporali violenti colpiscono per la loro drammaticità immediata, in termini di vittime sono le ondate di calore ad avere l’impatto più esteso, perché interessano intere nazioni e colpiscono soprattutto anziani, malati e persone fragili. “L’estate sta diventando una stagione da cui difendersi”, è la sua conclusione.