Crans-Montana, Jacques Moretti non era il gestore del locale: “Adesso rischia la moglie Jessica”​

Del Duca sottolinea che il processo per omicidio colposo e incendio non riguarda solo la responsabilità diretta, ma include anche il dovere di garantire la sicurezza dei clienti. La pressione della giustizia, già insostenibile, potrebbe portare a un irrigidimento delle posizioni. Le coppie, anche quelle apparentemente unite, possono trovarsi a dover affrontare la dura realtà delle accuse, e la paura di una pena severa può far emergere conflitti latenti.

Un elemento che complica ulteriormente la situazione è il passato di Jacques Moretti. Le sue condanne pregresse, tra cui l’accusa di sfruttamento della prostituzione nel 2008 e una successiva inchiesta per frode nel 2010, possono aver influenzato le scelte imprenditoriali della coppia. La decisione di intestare formalmente la gestione a Jessica potrebbe essere stata una strategia per evitare controlli più rigorosi. Tuttavia, il diritto penale svizzero non permette di eludere le responsabilità se si dimostra che una persona con precedenti continuava a esercitare il controllo operativo.

Le Testimonianze dei Dipendenti e le Prove Video

La situazione si complica ulteriormente con le testimonianze di alcuni dipendenti del locale. Una cameriera ha dichiarato che, poco prima dell’incendio, Jessica aveva dato istruzioni al personale di travestirsi e di riprendere la scena con il cellulare. Questo dettaglio potrebbe minare la linea difensiva che tenta di minimizzare il coinvolgimento dei proprietari nella gestione del locale e nelle sue dinamiche operative. La procura sta cercando di incrociare queste testimonianze con le prove digitali per stabilire se ci sia stata negligenza consapevole o una violazione di norme di sicurezza fondamentali.

Il dramma di quella notte non si limita a numeri e statistiche. Le testimonianze delle vittime e dei sopravvissuti parlano di una sofferenza profonda, di vite spezzate e di sogni infranti. La ricostruzione di quanto accaduto al Constellation è un atto di giustizia per chi ha perso la vita, ma è anche un richiamo a riflettere sulle responsabilità che tutti abbiamo nel garantire la sicurezza nei luoghi di aggregazione. La ricerca della verità non è un mero esercizio giuridico, ma un percorso necessario per affrontare il dolore e la perdita.

In conclusione, la strage di Capodanno a Crans-Montana rappresenta un capitolo doloroso della nostra storia recente. La ricerca di responsabilità e verità si intreccia con il bisogno di giustizia per le vittime e le loro famiglie. Mentre l’inchiesta prosegue, ci troviamo di fronte a domande scomode che richiedono risposte chiare. La speranza è che dalla tragedia possa emergere un cambiamento, un impegno collettivo per garantire che eventi simili non si ripetano mai più.

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