Circolare Viminale ai prefetti: “Anche militari nei controlli anti-Covid”

Nella circolare del Viminale si ribadisce “l’impegno delle forze di polizia nell’assicurare il rispetto delle misure anti-Covid”.

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Mentre Giuseppe Conte si prepara a firmare il nuovo Dpcm, che prevede misure restrittive per contenere la diffusione del coronavirus, il Viminale ha inviato una circolare ai prefetti, in cui si chiedono più controlli per limitare i contagi.

Circolare Viminale ai prefetti

Alla luce dell’incremento dei contagi giornaliero che nelle ultime settimane continua a essere registrato in Italia.

Bruno Frattasi, capo di gabinetto del ministero dell’Interno, ha indirizzato ai prefetti una circolare per adottare tutte le misure più utili a contenere un’ulteriore diffusione del Covid.

Lo ha fatto sapere il Viminale in una nota. Nella circolare, inoltre, si ribadisce “l’impegno delle forze di polizia nell’assicurare il rispetto delle misure anti-Covid con i servizi di prevenzione e controlli mirati”.

Si legge che le attività di controllo “potranno essere modulate in relazione a specifici quadranti territoriali e a determinate fasce orarie, in cui risulti maggiore il rischio di assembramenti.

Con il consueto concorso di operatori delle polizie locali e con l’eventuale ausilio del personale militare appartenente al dispositivo “Strade sicure” nel quadro del pertinente Piano di impiego”.

Le misure, precisa il Viminale, saranno definite dai prefetti nelle competenti sedi di coordinamento.

Scegliendo i contingenti da impiegare, in considerazione delle esigenze di sicurezza dei vari contesti territoriali, con il concorso delle polizie locali e delle altre amministrazioni interessate.

L’esecutivo ha sul tavolo la bozza del prossimo dpcm pronto per essere varato mercoledì 7 ottobre.

Si pensa anche a possibili chiusure territoriali sempre più localizzate se l’indice Rt salirà troppo sopra 1.

Si monitorano gli orari di apertura dei locali, in particolare ristoranti e pub

Controlli mirati, pattugliamenti contro gli assembramenti e anche i militari in campo per verificare il rispetto delle norme, come l’obbligo delle mascherine.

Ma anche mini-lockdown diffusi per arginare l’aumento dei focolai.

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