Il governatore furioso per i video che girano sui social. C’è un’emergenza: la macchina per i tamponi si è rotta

PADOVA. “Stiamo seguendo anche con di ansia l’evoluzione di questa fase, perché ci sono arrivate decine e decine di foto e video di centri di città con movida a cielo aperto.

Non ho nulla contro la festa ma distanze e mascherine sono imprescindibili. Se ripartono i contagi, io chiudo tutto di nuovo”.

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Il governatore del Veneto Luca Zaia non usa mezzi termini per commentare le immagini arrivate da Padova ma anche da altre piazze del Veneto.

 “Gente con lo spritz in mano e senza mascherina?

Bene, li aspetteremo all’ingresso dell’ospedale. Mi chiedo come si possa non avere rispetto per i 1.800 morti che ci sono stati”, ha commentato Zaia.

Qualcuno suggerisce addirittura la creazione di una cabina di regia per monitorare situazioni di questo genere.

“Per me è un fallimento pensare che si debba fare un tavolo per rincorrere le persone che non hanno le mascherina.

Non è uno stato di polizia, ci si fermi un attimo e si pensi”, dice il governatore.

Dal punto di vista più strettamente sanitario c’è una brutta notizia: si è rotta la macchina che analizza i tamponi.

“Fino a giovedì non riusciremo a processarne nessuno”, annuncia Zaia.

Questo comporterà un notevole rallentamento nel meccanismo di accertamento delle infezioni.

La spesa sanitaria ’Covid’ sostenuta dalla Regione Veneto negli ultimi due mesi supera i 100 milioni di euro e va a stabilizzare una spesa di 35 milioni di euro l’anno per i mille posti di lavoro in più creati nel mondo della sanità.

“Noi ne usciamo massacrati” ha ammesso Zaia.

“Se non arrivano risorse a ristoro ne usciamo massacrati.

Non va in default il Veneto ma questa vicenda ci ha insegnato che gli investimenti sulla sanità devono essere primari sempre”.

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