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Coronavirus, contagio in un resort: 470 turisti bloccati in quarantena

Ago 18, 2020

Coronavirus in un villaggio turistico, 470 turisti in quarantena

Sull’isola di Santo Stefano, nell’arcipelago della Maddalena, un dipendente stagionale è stato ricoverato per Covid.

I villeggianti ora sono costretti a restare in vacanza fino al risultato dei tamponi a tappeto.

Due di loro hanno tentato la fuga per l’aeroporto, ma sono stati riportati indietro

Le giornate possono scorrere uguali a prima nell’isola di Santo Stefano, arcipelago della Maddalena.

Nel resort omonimo del nord Sardegna bagni nella spiaggia privata, partite a tennis e cene al ristorante si vivono, però, con una certa inquietudine: nessuno può più uscire.

In 470, tra ospiti e lavoratori, attendono il risultato del tampone: due giorni fa un dipendente stagionale di 60 anni è stato infatti ricoverato a Sassari per Covid 19.

Da qui la rigorosa (e dorata) quarantena nei confini del villaggio, anche se c’è chi ha già tentato la fuga: due villeggianti, diretti all’aeroporto di Olbia, sono stati bloccati.

Per il sindaco de La Maddalena, Luca Montella, non c’è nessun allarme ma la necessità di testare.

Intanto ha emanato una nuova ordinanza: mascherina per chi passeggia in centro anche la mattina, non solo dopo le 18.

Anche ad Arzachena, comune di riferimento della Costa Smeralda, ci sono nuove restrizioni dopo la scoperta di casi tra i vacanzieri di uno yacht e altri in terraferma.

E così la Sardegna del turismo si conferma esposta al virus e alle sue conseguenze.

Il caso Santo Stefano segue quello di Carloforte dove, a inizio a agosto, si era registrata un’impennata di contagi tra i giovanissimi partecipanti a due feste con balli collettivi.

Lo screening di massa è riuscito a isolare 11 contagiati su oltre 400 tamponi.

Più recente la scoperta di positività tra i ragazzi romani di rientro da Porto Rotondo, in Gallura: erano stati a una serata con oltre 500 persone, alcuni di loro arrivavano da Ibiza.

Eppure, appena passato Ferragosto, la chiusura delle discoteche disposta a livello nazionale ha creato polemiche non solo tra gli addetti al settore per le perdite economiche:

attacchi anche dalla Lega Nord che supporta la maggioranza.

L’ordinanza del presidente della Regione, Christian Solinas, dava l’ok alle discoteche all’aperto, ma con due metri di distanza in pista e uno per tutti.

Il nuovo divieto, invece, sostengono i detrattori, moltiplicherebbe i ritrovi di fine estate nelle ville private o in spiaggia, senza alcun controllo.

Mentre negli aeroporti sardi solo a Cagliari, da oggi, si possono fare i test veloci per chi arriva da paesi a rischio.

A Olbia da domani, poi Alghero.

In prima linea, come sempre, i sindaci spesso dei piccoli comuni: sono loro, di nuovo come succedeva in primavera, a far la conta in diretta dei casi:

dall’Ogliastra di Orosei alla Maddalena, fino al Sulcis di Nuxis.

Lo fanno via comunicato o con un post sui social per avvertire i cittadini.

Il bollettino dell’Unità di crisi regionale a luglio aveva registrato per più giorni consecutivi zero casi.

Da fine luglio si registra una risalita con 110  positivi al 17 agosto, in tutto sono 1500.

Lo sbilanciamento è ancora verso il nord dell’isola: 910 i casi tra il Sassarese e la Gallura.

È questa ora la nuova frontiera: spiagge e luoghi di vacanza, non più corsie d’ospedale e residenze per anziani dove si era diffuso il virus tra marzo e aprile.

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