La mascherina obbligatoria ovunque?
L’infettivologo Bassetti: “È sbagliato, stesso errore del lockdown”
Leggi anche:Fabrizio Corona si apre davanti alle telecamere: ecco di cosa soffre mio figlio Carlos
Leggi anche:San Benedetto del Tronto, donna di 82 anni trovata morta vicino al torrente Ragnola
Leggi anche:Affari Tuoi, la frecciata di Stefano De Martino a Gerry Scotti
“L’uso delle mascherine ha senso solo in luoghi confinati, o dove all’aperto non sia possibile mantenere il distanziamento”, dice Bassetti, che boccia una misura “unica per tutta Italia”
“Rendere obbligatoria la mascherina in tutta Italia, all’aperto, senza alcuna distinzione tra le aree geografiche a più alta e più bassa circolazione endemica è sbagliato”.
Lo scrive su Facebook il direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti.
“L’uso delle mascherine ha senso solo in luoghi confinati, laddove non sia possibile avere certezza e garanzia del necessario distanziamento fisico oppure all’aria aperta, quando non si riesca a mantenere il distanziamento fisico.
Lo ribadisce l’infettivologo- ho provato a cercare evidenze scientifiche sull’uso della mascherina all’aria aperta e dei potenziali benefici sulla trasmissione del virus, ma non ne ho trovate”.

“SI RICOMMETTE L’ERRORE FATTO COL LOCKDOWN: UNA MISURA UNICA PER L’ITALIA”
Il presidente della Società italiana di terapia antinfettiva sottolinea che “fino ad aggi, le Regioni e le amministrazioni locali hanno inasprito o alleggerito i provvedimenti preventivi sulla base dei dati epidemiologici locali, che sono gli unici attendibili.
Si ricommette l’errore commesso con il lockdown: un’unica misura per tutta l’Italia, senza tener conto delle differenze regionali e locali”.
Bassetti precisa che “nessuno mette in dubbio l’importanza della mascherina e di tutte le altre misure di prevenzione (che non vengono minimamente nominate nel dpcm), ma il rischio è di ottenere l’effetto contrario.
Se nessun altro paese al mondo ha preso questo provvedimento su scala nazionale e per decreto, ci sarà una ragione?”.