L’affidamento in prova è la principale misura alternativa alla detenzione prevista dall’ordinamento penitenziario italiano. Consente al condannato, quando la pena residua rientra nei limiti di legge, di scontare il resto della condanna al di fuori del carcere, all’interno del tessuto sociale.
Chi ne beneficia non è più soggetto alle restrizioni della cella, ma deve rispettare un rigido programma di prescrizioni sotto la vigilanza dell’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna. Sono previsti obblighi precisi legati all’attività lavorativa, al domicilio, agli orari di rientro serale e al divieto di frequentare determinati luoghi o persone, con l’obiettivo del reinserimento.
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Cosa succede ora
Mentre l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza segna la fine della detenzione, la difesa punta ora dritta alla revisione del processo e a una possibile assoluzione piena. Il caso Garlasco, uno dei più discussi della cronaca giudiziaria italiana, si arricchisce così di un nuovo, decisivo capitolo, destinato a tenere alta l’attenzione nei prossimi mesi.