Bimbo dimentica l’astuccio: resta in classe 5 ore senza far niente.
Così la scuola in tempi di Covid
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È accaduto a un bambino di una quinta elementare a Sassari, il regolamento anti-coronavirus dell’istituto vieta lo scambio di materiale didattico.
Nelle chat dei genitori su WhatsApp le discussioni sono fiorite: chi immedesimandosi nella scelta dell’insegnante ne ha condiviso la decisione, chi invece ha rimarcato l’eccessività rigidità.
Un alunno di 10 anni delle elementari è rimasto cinque ore seduto al banco in classe senza poter far nulla, a osservare i compagni di classe che scrivevano, disegnavano e facevano i compiti.
Il motivo? Si era scordato l’astuccio a casa e in base al regolamento scolastico anti coronavirus che vieta lo scambio di materiale didattico tra studenti – ma anche tra alunni e insegnanti – ha dovuto passare la mattinata a guardarsi attorno.
I fatti sono avvenuti in una scuola primaria di Sassari, come si legge su La Nuova Sardegna.
La notizia, come era facilmente immaginabile, si è diffusa in poco tempo tra i genitori di quella e di altre scuole cittadine.
Nelle chat dei parenti di WhatsApp le discussioni sono fiorite:
chi immedesimandosi nella scelta dell’insegnante ne ha condiviso la decisione, chi invece non la pensa così rimarcando l’eccessività rigidità del regolamento anti Covid.
Che recita:
“Lo zaino deve essere accuratamente controllato e ripulito ogni giorno e provvisto di tutto l’occorrente in quanto non ci potranno essere scambi di materiale” .
Senza considerare tutto il resto. Basti pensare che nello zaino ogni bimbo deve avere – oltre a libri, quaderni, penne e matite – una sacca in tessuto contenente una bustina ermetica dove riporre la mascherina che indosseranno all’entrata, una mascherina chirurgica di ricambio, il proprio disinfettante, un pacchetto di fazzolettini di carta e salviettine, una busta trasparente.

Una procedura per andare al bagno tanto macchinosa che tanti alunni trattengono i bisogni. E in bagno ci vanno quando rientrano a casa.
Un fatto analogo è avvenuto in una in una scuola elementare di Muggia (Venezia) dove un bimbo di 7 anni non ha potuto far altro che trascorrere la mattinata a fissare il vuoto perché sprovvisto anch’egli dell’astuccio, dimenticato a casa dalla madre, e quindi della matite e delle penne per lavorare in classe.
“I maestri – spiega la stessa donna a TriestePrima -, per l’intera giornata di scuola, gli hanno impedito di usare altre matite, sostenendo che a causa delle stringenti misure anti Covid, nessuno avrebbe potuto prestargliene una, per il potenziale rischio contagio”.