Beppe Grillo, amaro il ritorno in Tv ospite di Fabio Fazio: 

Beppe Grillo, amaro il ritorno in Tv ospite di Fabio Fazio:

Beppe Grillo fa il suo ritorno in televisione nel talk show di Fabio Fazio, un’apparizione che si rivela un mix di malinconia e sincerità mascherata da battute.

Il fondatore del Movimento 5 Stelle inizia l’intervista con una battuta amara, dichiarando di essere il peggiore e di aver peggiorato il Paese. Rivela la sua amarezza per i risultati elettorali seguiti all’ultima intervista con Bruno Vespa, accusando di aver mandato coloro che ha critico al governo.

In un momento di autoironia, Grillo si definisce una campanella pronta a suonare se va fuori tono e si chiede se deve continuare o meno, evidenziando la sua incertezza sul ruolo che dovrebbe svolgere nella politica italiana. Riconosce di aver contribuito a cambiamenti significativi, come l’introduzione di Skype in Italia e la sua battaglia contro le grandi aziende come Parmalat, Eni e Monte dei Paschi. Tuttavia, sottolinea il suo sconcerto nel dover pagare il caffè in un bar dopo tutto ciò.

Il comico genovese prosegue ironizzando sulla sua iscrizione al Partito Democratico, sottolineando la sua età avanzata e confusione. Riconosce di non essere più in grado di guidare un movimento politico e critica la mancanza di un leader con il metodo di Gianroberto Casaleggio, il defunto cofondatore del Movimento 5 Stelle.

Nel corso dello spettacolo, Grillo prende di mira l’avvocato Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia e senatrice della Lega. Critica apertamente il suo coinvolgimento in casi legali, sostenendo che la sua presenza davanti ai tribunali durante le udienze a porte chiuse è inopportuna e contribuisce a confondere le questioni. Questo attacco mostra il lato più polemico di Grillo, che di solito non sembra preoccuparsi molto delle opportunità e della costumatezza nella sua carriera politica.

Il talk show rivela anche un lato più riflessivo di Grillo, che ammette di essere confuso sulla sua identità e sulle aspettative della società nei suoi confronti. Sottolinea la necessità di una “rabbia buona” e cita Tolstoj per giustificare il suo atteggiamento di ribellione, affermando che un’anima deve essere giustamente arrabbiata ogni tanto.

Alla fine dello spettacolo, Grillo, definito “anziano e confuso”, si siede visibilmente stanco. Questo momento di debolezza sembra chiedere compassione e forse rappresenta una richiesta di comprensione da parte di Fabio Fazio, cercando di ritrovare un po’ di quello che fu in passato.