Dalle ville di lusso alle celle del carcere, la storia di Anna Bettozzi – conosciuta come Lady Petrolio – è una delle parabole più clamorose della cronaca italiana recente.
Erede del petroliere Sergio Di Cesare, Bettozzi è stata condannata in via definitiva a 11 anni e 6 mesi di reclusione per evasione fiscale, riciclaggio e corruzione con aggravante mafiosa. Il suo impero è crollato definitivamente con il maxi sequestro da 106 milioni di euro tra ville, orologi e opere d’arte disposto dalla magistratura.
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Dal lusso sfrenato ai traffici di “oro nero”
Lady Petrolio deve il suo soprannome all’inchiesta antimafia “Petrolmafie”, che ha smascherato una rete di contrabbando di carburante condotta insieme ad affiliati della camorra.
Proprio lei ideò le famose “pompe bianche”, distributori di benzina senza marchio che le fruttarono milioni di euro grazie all’evasione dell’IVA e alla vendita di carburante “in nero”.
Oggi, la 67enne sta scontando la sua pena in carcere dopo anni di indagini, arresti e sequestri. L’ultimo, disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha colpito anche beni intestati alla figlia Jessika Di Cesare e a due soci, Filippo Maria Bettozzi e Roberto Strina.
L’arresto e i milioni nascosti
Nel 2019, Bettozzi venne fermata alla frontiera di Ventimiglia a bordo di una Rolls Royce: i finanzieri scoprirono 300mila euro in contanti nascosti nell’auto e altri 1,4 milioni in un albergo di Milano.
Un simbolo della doppia vita di una donna che alternava viaggi di lusso a operazioni criminali, fino al crollo definitivo del suo impero economico.
Da popstar a ereditiera criminale
Prima del ruolo di “Lady Petrolio”, Bettozzi aveva tentato la carriera musicale con il nome d’arte Ana Bettz.
Romana di nascita ma con origini statunitensi, si era laureata in sociologia e aveva pubblicato nel 2003 l’album Freedom e nel 2011 The One, collaborando con produttori di Madonna e Michael Jackson.
Negli anni 2000, fece notizia anche per aver ospitato Silvio Berlusconi nella sua villa di Porto Rotondo.
Dopo la morte del marito, si dedicò al settore immobiliare, dove si fece notare per i suoi modi spregiudicati e pubblicità provocanti. Ma dietro quella facciata glamour, Bettozzi stava già entrando nel mondo dei traffici petroliferi illeciti.
La caduta di Lady Petrolio
Con l’arresto del 2018 e poi del 2021, il suo nome è entrato nei dossier antimafia.
La Guardia di Finanza ha accertato un sistema complesso di società fittizie create per evadere milioni di euro di tasse e movimentare denaro contante su scala internazionale.
Oggi, l’immagine di Anna Bettozzi non è più quella della diva o della ricca ereditiera, ma quella di una donna travolta dalle sue stesse ambizioni.
La sua eredità resta segnata da un marchio indelebile: quello di Lady Petrolio, la regina del lusso diventata simbolo della corruzione tra imprenditoria e criminalità organizzata.
