
Allerta alimentare, diramata dal ministero della salute per presenza di aflatossine:

Leggi anche:Pupo sorprende tutti: “Anche se ho 70 anni mi sento prontissimo”
Leggi anche:“Devo dire una cosa su Vannacci”: Mauro Corona ammutolisce il pubblico in diretta
Leggi anche:Il presentatore ha rivelato di avere un tumore aggressivo
Mandorle sgusciate ritirate per possibile presenza di aflatossine: i lotti richiamati
Il ministero della Salute fa sapere che sono state richiamate alcune mandorle sgusciate. Nei prodotti potrebbero essere presenti aflatossine, sostanze prodotte da alcuni microfunghi.
Il ministero della Salute ha fatto sapere sono state richiamate alcune mandorle sgusciate per la possibile presenza di aflatossine.
Come si legge sul sito dell’Istituto superiore di sanità, queste sostanze prodotte da alcuni microfunghi hanno la capacità di creare danni alla salute sia a breve-medio termine, sia cronici, e il fegato è il loro bersaglio principale.
I prodotti richiamati
In base a quanto si legge sul sito del ministero, sono stati richiamati i lotti 279/22; 280/22; 295/22 di mandorle sgusciate prodotti da Almendras Lopez nelle vaschette compostabili da 200 – 400 g; i lotti 277/22 e 291/22 di mandorle sgusciate Movida catering nel secchiello plastica da 1000 g e i lotti 270/22, 294/22 e 273/22 dello stesso marchio venduti nel secchiello plastica da 700 g.
L’avviso riguarda anche i lotti 277/22 e 290/22 di mandorle sgusciate Dattilo venduti nelle confezioni da 40 grammi. L’indicazione per chi ha comprato questi prodotti è quella di non consumarli e riportarli al punto vendita.
Aflatossine

Le aflatossine sono prodotte dal metabolismo secondario (vale a dire il metabolismo indotto in un organismo vegetale da fattori esterni) di alcune specie di microfunghi filamentosi quali, ad esempio, l’Aspergillus flavus e l’Aspergillus parasiticus. Possono svilupparsi durante la coltivazione, il raccolto e l’immagazzinamento su numerosi prodotti di origine vegetale come i cereali (con particolare riferimento al mais), i semi oleosi (come le arachidi), le spezie, le granaglie, la frutta secca ed essiccata.
Fra i 17 tipi di aflatossine, finora individuati, solo cinque sono considerati importanti per la loro diffusione e tossicità: le aflatossine B1, B2, G1, G2 e la aflatossina M1.
La distribuzione geografica delle specie di funghi che producono le aflatossine mostra il loro adattamento a condizioni metereologiche caldo/umide e molto secche. Le colture provenienti da aree tropicali e/o subtropicali sono, infatti, contaminate più frequentemente e gravemente ma a causa del cambiamento climatico anche le colture presenti in aree che attualmente hanno un clima temperato, o freddo, in futuro potrebbero esserne colpite.
Le aflatossine hanno la capacità di creare danni alla salute (tossicità) sia a breve-medio termine, sia cronici. Il fegato è il bersaglio principale delle aflatossine: quella di maggiore interesse tossicologico è senza dubbio l’aflatossina B1 (AFB1) perché ha un’azione sui geni (genotossica) e sullo sviluppo del cancro al fegato (epatocancerogena). Nel 1993, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha classificato la aflatossina B1 nel Gruppo 1, vale a dire come agente cancerogeno per l’uomo.
Tra i prodotti di trasformazione metabolica dell’aflatossina B1 (vale a dire le trasformazioni che rendono una sostanza assunta dall’organismo meglio assimilabile o più facilmente eliminabile), il più importante per la salute è l’aflatossina M1, molecola che si ritrova essenzialmente nel latte di bovini, ovini e caprini ed è trasportabile con più facilità attraverso il circolo sanguigno. Il suo potere di causare il cancro al fegato è compreso tra il 2 ed il 10% di quello del tipo B1.
L’esposizione avviene principalmente attraverso gli alimenti, ma può avere luogo anche per inalazione e per contatto con la pelle, soprattutto in ambiente lavorativo (per esempio operatori dei mangimifici).