2 giugno, Donzelli replica a Salis sulla parata: «La sua allergia alle divise è coerente con la sua storia»

La polemica sulla parata del 2 giugno è destinata a far discutere ancora a lungo. Dopo la proposta di Ilaria Salis di abolire la sfilata militare, è arrivata la dura replica di Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia. E il tono dello scontro si è subito alzato.

Una controversia esplosa proprio nel giorno in cui l’Italia celebra la nascita della Repubblica, trasformando una ricorrenza simbolica in un acceso terreno di scontro politico.

Il botta e risposta

Tutto nasce da un post dell’eurodeputata di Avs, che aveva chiesto di cancellare la parata militare del 2 giugno per restituire alla Festa della Repubblica il suo originario carattere civile, popolare e democratico. Una proposta giudicata da Salis come una scelta forte e controcorrente in un’epoca segnata da riarmo e tensioni internazionali.

Parole che non sono affatto piaciute a Fratelli d’Italia, pronto a rispondere per le rime.

L’affondo di Donzelli

Interpellato dall’Adnkronos, Donzelli ha attaccato frontalmente l’eurodeputata. Secondo l’esponente di Fdi, la sua presunta “allergia alle divise” sarebbe coerente con la storia personale di chi, a suo dire, si sarebbe candidato in Parlamento per sottrarsi alle conseguenze di azioni violente.

Un’accusa pesantissima, che riporta al centro del dibattito le vicende giudiziarie che hanno accompagnato l’ascesa politica di Salis e che alimenta ulteriormente la frattura tra le due parti.

“Grati a chi difende la Repubblica”

Il dirigente di Fratelli d’Italia ha poi voluto rivendicare un punto di vista opposto a quello dell’eurodeputata. Donzelli si è detto grato alle donne e agli uomini, in divisa e non, che hanno sfilato e che ogni giorno renderebbero l’Italia orgogliosa delle proprie azioni nel mondo.

Se la Repubblica esiste oggi ed esisterà domani, ha sottolineato, è grazie a chi la difende quotidianamente. Un messaggio che ribalta completamente la lettura proposta da Salis sulla natura della Festa.

Il dito puntato sulle assenze

Nel suo intervento, Donzelli ha allargato il discorso anche alle assenze registrate ai Fori Imperiali. L’esponente di Fdi ha notato come stamattina non si siano visti Giuseppe Conte, Elly Schlein, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Laura Boldrini a festeggiare alla parata.

Donzelli ha precisato di non sapere se i diretti interessati avessero impegni inderogabili o se condividano la posizione di Salis. Un modo, neppure troppo velato, per chiamare in causa l’intero centrosinistra sul tema.

La chiosa finale

A chiudere, una stoccata destinata a restare. Secondo il deputato di Fratelli d’Italia, le donne e gli uomini che hanno sfilato continueranno a difendere la Repubblica italiana anche per la libertà di chi non sarà mai loro grato.

Un finale ad effetto che fotografa la distanza siderale tra le due visioni in campo: da una parte chi vorrebbe ripensare il significato della Festa, dall’altra chi rivendica con orgoglio il valore della parata e del ruolo delle forze armate. Uno scontro che, ben oltre la giornata del 2 giugno, promette nuovi capitoli e che conferma quanto i simboli della Repubblica restino, ancora oggi, terreno di battaglia politica.